Il digitale modella il mercato del lavoro e i comportamenti dei Millennials

Mentre da più parti si sollevano timori per l’impiego di sofisticati robot nello svolgimento di attività di ogni tipo, dall’altra è sempre più evidente che la trasformazione digitale e gli investimenti che si porta dietro spalancano le porte a un numero crescente di nuove professionalità, destinate a ricoprire le mansioni collegate alle tecnologie digitali. Si tratta di un ventaglio molto ampio di opportunità, in cui si spazia dalle professioni più classiche del settore ICT (Information & Communication Technology) a quelle strettamente connesse alla trasformazione digitale – e con definizioni rigorosamente inglesi – come Business Analyst, specialisti di Big Data, esperti di Cloud, professionisti di Cyber Security e di Internet of Things, l’ “Internet delle cose” che amplifica le potenzialità di connessione tra gli oggetti e tra questi e l’uomo. Un mercato, quello dell’IoT, dai confini sfumati ma in continua crescita, grazie agli investimenti dell’industria e a quelli sostenuti per l’edilizia intelligente e la gestione dell’energia.

Sono proprio queste le professioni per le quali si assiste a un aumento vertiginoso delle richieste, secondo l’Osservatorio Competenze Digitali 2017, condotto dalle maggiori associazioni dell’ICT – Assinform, Aica, Assintel e Assinter – e promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale. Secondo le stime dell’Osservatorio, confermate anche dal rapporto Assinform-Confindustria, 85 mila nuovi specialisti del digitale saranno richiesti entro la fine del 2018 , per permettere ad aziende e Pubblica Amministrazione di imprimere un nuovo passo ai progetti di digitalizzazione in cantiere.

Un’ottima notizia dunque per i tanti giovani, nati e cresciuti a pane e digitale, ma non per le aziende, perlomeno non in questa fase. Un altro dato che emerge dai due rapporti citati è infatti che gli attuali candidati sono insufficienti a coprire le richieste, in particolare quelle di personale laureato. Su queste basi, non è azzardato prevedere che i giovani che si specializzeranno nel digitale avranno altissime probabilità di trovare una occupazione dopo il conseguimento del titolo di studio. Con una consapevolezza che deve appartenere a tutti: siamo di fronte a scenari così mutevoli che anche le professioni dell’immediato futuro si ridisegnano continuamente.

Nell’epoca del cambiamento continuo, come potranno incidere socialmente e professionalmente le giovani generazioni, abituate al digitale quale strumento di conoscenza e di affermazione nel mondo? Come incanalare questo potenziale? Come indirizzare la forza dirompente di questi mezzi che modellano comportamenti e pensiero prima ancora del mercato del lavoro? La generazione dei Millennials sarà protagonista dell’evento di punta nella prima giornata di After – Futuri Digitali, il 29 settembre, alle 17.00: Generazione Y. Che ci facciamo con tutta questa banda? Stimolati al dibattito da Luca De Biase, editor di innovazione a “Il Sole 24 Ore e Nova24”, giovani youtubers con alti livelli di popolarità si ritroveranno per la prima volta insieme per parlare della propria esperienza. Una performance live per dare voce alla generazione più “competente” in tema di digitale.

2017-07-31T11:53:12+00:00 28 luglio 2017|